VEGLIARE
VEGLIARE
Vegliare: “Vigilare, custodire, fare molta attenzione. Fare la guardia, sorvegliare, badare”.
Il dizionario della lingua italiana, con tutti questi verbi, cerca così di trasmettere in modo chiaro l'essenza e lo scopo di questa parola che, seppur in lingua greca, l'apostolo Paolo usa nell'epistola ai Colossesi. Due cose sono facilmente comprensibili attraverso il consiglio di Paolo sul “Vegliare nella preghiera”.
•Custodire qualcosa, sorvegliare qualcosa o vigilare per un problema, è possibile soprattutto quando si combatte per questo, attraverso la preghiera. E' una realtà che si può accettare o respingere e a cui puoi credere oppure no. Questo però non cambia un fatto: è una realtà!
•C'é però un altro aspetto intessuto nel verbo “vegliare”, e che si lega alla preghiera: attenzione alle infiltrazioni esterne che, a causa del cuore dell'uomo, entrano e disturbano un colloquio che deve invece essere incontaminato.
Qualche esempio:
“Veglia”: se stai pregando non secondo il cuore di Dio, ma secondo le tue proprie convinzioni (1 Gv. 5:14).
“Veglia”: se pensi di pregare per qualcosa che ti interessa molto, ma c'è del male serbato nel tuo cuore (Sl. 66:18).
“Veglia”: se parli a Dio nell'assemblea, e vuoi offrire a Lui la tua lode, ma tuo fratello ha qualcosa contro di te (Mt. 5: 23-24).
“Veglia”: se pregare è diventata una “pratica quotidiana” priva di una reale fiducia di fondo, invece che il “luogo della presenza di Dio” (Gm. 1:6).
“Veglia”: se pensi di parlare a un dio, a tua immagine e somiglianza, invece che al contrario (Ge. 1:26).
“Veglia”: se pieghi le ginocchia per parlare all'Onniscente e qualche aspetto errato della tua vita, nascosto agli uomini ma non a Dio, adombra la tua esistenza privata (Sl. 139:3).
“Veglia”: fai attenzione, custodisci le tue vie. Apri gli occhi, sii onesto con te stesso e con il tuo Creatore, e se anche uno solo degli esempi proposti ti riguarda da vicino, apri la Parola, apriti a Dio... e “veglia nella preghiera”.