INVENZIONI
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IL CODICE MORSE
Samuel F.B. Morse - L’inventore
Tutti probabilmente conoscono il codice morse, quello inventato da Samuel Finley Breese Morse nel 1838. Si tratta di una serie di impulsi elettrici di durata breve (punti) o lunga (linee) codificati in modo da corrispondere alle lettere dell'alfabeto. Se non conosci la corrispondenza tra lettere e simboli, la trovi qui accanto.
Morse, in questo modo, utilizzò il tempo per discriminare un carattere dall'altro. Era pertanto sufficiente un solo filo elettrico per trasmettere tutti i caratteri. La cosa che forse non tutti sanno è come Morse fece l'associazione tra i simboli e le lettere.
Ebbene, Morse si recò da un suo amico tipografo e contò i pezzi contenuti nei vari scomparti delle letterine. Trovò che la lettera e era la più numerosa e pertanto gli assegnò il codice più corto, quello corrispondente ad un solo punto. Continuò secondo questo principio e cioè assegnò codici corti a lettere
numerose (e cioè di uso frequente nella lingua) e codici lunghi a lettere di uso meno frequente. Se ci rifletti un po' capirai che la sua scelta fu intelligente perché in questo modo ottimizzò (ridusse) i tempi di trasmissione di un messaggio. Dal sito: Giocom@nia
Samuel F.B. Morse - Il credente
“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto” (Matteo 7:7)
• Samuel Morse ricevette sapienza da Dio
Molti uomini celebri hanno riconosciuto che quando, nel loro lavoro, si erano venuti a trovare in un vicolo cieco e non sapevano più come uscirne, avevano fatto ricorso alla preghiera.
Un esempio ci viene fornito da Samuel F.B. Morse, l’inventore del telegrafo e dell’alfabeto che da lui prese il nome. In un colloquio con lo scienziato, il pastore George Hervey gli pose questa domanda: “Professore Morse, quando lei faceva i suoi esperimenti, si è mai venuto a trovare ad un punto morto, non sapendo come continuare?” “Oh, si, e più che questo!” rispose lo scienziato. “E che cosa ha fatto?” domandò il pastore. “Fin ora non ne avevo mai parlato con nessuno, ma poiché me lo domanda, le rispondo con tutta franchezza: ho pregato per aver luce!” “E Dio la illuminò?” “Si” rispose “mi diede sapienza”. E Morse aggiunse: “Questo è il motivo per cui non ho mai accettato
come dovuti alla mia persona i riconoscimenti e gli onori tributatimi in America ed in Europa. Io ho portato un notevole contributo all’uso dell’elettricità, ma solo mediante l’aiuto divino. A paragone degli altri scienziati io non sono un genio, come dicono gli altri. Per fare questo dono all’umanità, Dio doveva servirsi di qualcuno: io devo essere solo riconoscente che Egli abbia voluto servirsi di me”.
Sapendo ciò, non ci sorprende affatto che il primo messaggio dell’inventore attraverso il telegrafo fu questo: “Che cosa ha fatto Dio!”
Caro lettore, impara da Samuel Morse. Rivolgiti sempre a Dio quando ti trovi in qualunque difficoltà, e cerca la Sua guida e la sapienza che viene dll’Alto. E quando avrai la risposta, non dimenticare di ringraziarLo e di dare, in tutta umiltà, a Lui solo la Gloria.
H.G.B.
Rifletti:
Dio vuole donarci ciò per cui abbiamo piegato le ginocchia.
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