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COSTUME E SOCIETà

L'anagrafe ha certificato la prima coppia di fatto


20/07/2010 - COMUNE - I DUE CONVIVENTI, CLASSE 1937, SOTTO LO STESSO TETTO DAL 1975

[da la Stampa]

Torino - Lui si chiama Silvano Olivo, lei Caterina Cantarale. Classe 1937 (entrambi), vivono insieme dal 1975. Ieri alle 14 sono andati all’anagrafe di via Giulio per ritirare il primo attestato che il Comune rilascia alle coppie che vivono sotto lo stesso tetto «per motivi affettivi». E oggi toccherà a due famiglie composte da persone dello stesso sesso. Alle 9,30 si presenteranno allo sportello Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella che, simbolicamente, il 27 febbraio scorso, il sindaco Chiamparino unì in matrimonio.

Dopo di loro si presenterà un’altra coppia omosessuale, stavolta composta da due signori, che però ha pregato i dirigenti di via Giulio di mantenere la riservatezza sulla loro decisione, quindi niente domande, ma soprattutto niente fotografi.
C’è voluto qualche giorno dunque, e la novità approvata a fine giugno dal Consiglio comunale ha prodotto i primi ,concreti attestati.

E quanta felicità ha portato sul viso della prima coppia, Silvano Olivo e Caterina Canatrale che ieri sono arrivati, in via Giulio, con mezz’ora di anticipo neanche si trattasse di un matrimonio: «Per noi è importante davvero quanto le nozze - ha spiegato, emozionato lui, ex impiegato alla Ceat - perché noi viviamo insieme da anni, siamo entrambi divorziati, abbiamo figli, e non avevamo mai avuto voglia di affrontare un secondo matrimonio. Non per questo, però, sarebbe stato giusto rinunciare anche ai diritti civili che questo passo comporta». Mentre lui spiega, la moglie (lo sguardo commosso protetto dagli occhiali scuri) annuisce: «Non è assolutamente escluso che poi, magari fra pochi mesi, ci si sposi pure, ma noi ci amiamo così e il pezzo di carta, quello che può cambiare dal punto di vista amministrativo le cose, quello ce lo consegnano adesso».

A consegnarlo alla prima coppia c’è l’assessore ai Servizi Anagrafici Giovanni Maria Ferraris, che, coerentemente con quanto stabilito dalla Sala Rossa (pur non condividendo la novità) è lì a fare, e al meglio, il suo dovere. Si informa se all’anagrafe sono stati gentili ed efficienti e anche sui motivi che hanno portato i signori a compiere questo passo. Loro rispondono con una semplicità disarmante: «Non ci siamo mai sposati soltanto perché non c’erano le condizioni, ma nessuno ce l’ha mai impedito. Ora che il sindaco ci offre la possibilità di fare un passo avanti nel campo dei diritti grazie a questo nuovo certificato siamo molto felici di essere la prima coppia a richiederlo».

Tutto fantastico? Naturalmente no, perché non poteva mancare, in una giornata tanto importante la polemica politica. A criticare duramente il provvedimento è Agostino Ghiglia (An-Pdl): «La farsa sinistroide firmata Chiamparino è servita - ha scritto in un comunicato ieri pomeriggio - con la consegna dei primi certificati alle coppie di fatto, messa in scena a Palazzo civico, il sindaco ha dimostrato l'inconsistenza e la farsa messa in atto dalla sua giunta con la delibera sulle unioni di fatto». E ha concluso: «Sia chiaro che ci opporremo con qualsiasi mezzo a questo genere di iniziative irresponsabilmente fantasiose, ritenendo tale riconoscimento equivalga ad un tentativo di introdurre arbitrariamente una nuova "figura giuridica" cui concedere diritti e privilegi - come case popolari, asili - che invece debbono spettare solo ed esclusivamente alle famiglie naturali».

In ogni caso oggi si va avanti. In attesa - come ha spiegato ieri Silvio Viale (fra i presentatori della delibera di iniziativa popolare sulle coppie di fatto) che la sala Rossa approvi anche il documento sul testamento biologico: al momento è stato dato l’okay soltanto ad una mozione e si attende quindi il pronunciamento finale del Consiglio Comunale.